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Sonos I Logus

Domenica 6 Giugno

Un viaggio nel mondo delle sonorità sarde.

Realizzato in collaborazione con il Coro a Tenore “Murales” di Orgosolo, Coro a Tenores Cultura Popolare di Neoneli, Associazione culturale Ballu Tundu di Maracalagonis (Orchestra Popolare Sarda diretta dal Maestro Orlando Mascia).

ore 16.00 – 20.00

Merenda nell’oliveta
Parco degli Oliveti di San Giovanni, Sennori

ore 20.30

Ex Cava di tufo, Sennori

Coro a Tenore Murales di Orgosolo

Il coro a tenore è composto da quattro persone: sa voche (il solista) e un coro di accompagnamento costituito da: sa contra, su bassu e sa mesuvoche. È tradizione di Orgosolo cantare a volte con due o più tenores insieme animati dal solista.
Nella loro attività trentennale, i Tenore Murales hanno sempre affiancato l’attività artistica a un’intensa attività culturale, con l’obiettivo di tutelare, valorizzare e promuovere la lingua, la cultura e le tradizioni locali.
Per Sonos i Logus presentano, in una formazione composta da due solisti e coro, un progetto dedicato alla figura di Gramsci dal titolo “No sias isciau” (“Non essere schiavo”), vincitore del premio discografico Mario Cervo 2019.
Impegno politico e tradizione si incontrano in queste musiche dall’isola.

Orchestra Popolare Sarda

L’Orchestra, diretta dal maestro Orlando Mascia, è composta da circa 35 giovani talenti ed è unica nel suo genere: il repertorio strettamente tradizionale è studiato infatti in modo orchestrale, utilizzando gli strumenti tipici della Sardegna, dai più utilizzati e diffusi a quelli ormai in disuso e sconosciuti.

Tutti i componenti suonano le launeddas, strumento polifonico antichissimo e immancabile nella musica isolana tradizionale, ma almeno la metà di essi sono polistrumentisti.

Con un repertorio che spazia dalle suonate a ballo, a quelle religiose e da accompagnamento al canto, l’Orchestra Popolare Sarda dà nuova vita alla tradizione attraverso il talento dei suoi giovani artisti.

Coro a tenores cultura popolare di Neoneli

I Tenores di Neoneli, creati nel 1976 nell’ambito del movimento del Folk-revival italiano di quegli anni, per iniziativa di Tonino Cau, unico dei fondatori rimasti, che guida ancora oggi il quartetto.
Il gruppo è nato per recuperare l’atavico e unico modulo canoro del canto a tenore, o a cuncordu, a “sa neunelesa”, che rischiava di scomparire dalla memoria collettiva. Grazie alla guida dei vecchi cantadores è stato possibile ricostruire fedelmente i più tradizionali moduli, le originali tecniche de “su cuncordu neunelesu”.  Nel corso degli anni i Tenores di Neoneli hanno prodotto decine di opere originali, collaborando con diversi musicisti e coinvolgendo nei propri progetti artisti di fama nazionale e internazionale.